La Fine della Ricerca Web Come la Conosciamo: Google AI Mode Relega i Link in una Colonna Laterale
La ricerca web tradizionale è morta. Google AI Mode, lanciato in Italia a ottobre 2025, segna la trasformazione più radicale dalla nascita del motore di ricerca: non più un elenco di link blu, ma un sistema che ragiona, sintetizza e genera risposte personalizzate. I siti web? Relegati in una piccola colonna laterale a destra, ridotti a semplici “fonti” per l’intelligenza artificiale.
Dai Link ai Ragionamenti
Per oltre vent’anni abbiamo cercato su Google digitando parole chiave e scorrendo liste di link. Era un processo iterativo: cliccare, leggere, tornare indietro, provare un altro risultato. AI Mode capovolge completamente questo paradigma.
Grazie ai modelli Gemini 2.5, Google non mostra più risultati ma li interpreta. Utilizza una tecnica chiamata “query fan-out”: scompone domande complesse in sottotemi, effettua ricerche simultanee e restituisce una sintesi logica con risposte articolate. L’utente non deve più comporre catene di ricerche successive: l’AI costruisce per lui un percorso di risposta completo.
I Siti Web Diventano Invisibili
Ecco il punto critico per chi lavora nel digitale: i link ai siti web non sono più protagonisti. Nella nuova interfaccia di AI Mode, la risposta generata dall’intelligenza artificiale occupa la parte centrale dello schermo, mentre i collegamenti alle fonti originali appaiono in una colonna laterale destra, ridotti a schede compatte.
Google assicura che “i clic verso i siti web non scompariranno” e che questi clic sarebbero addirittura “di qualità superiore”. Ma la verità è che gli utenti ottengono risposte complete senza mai lasciare Google. Perché qualcuno dovrebbe ancora visitare un sito se la risposta è già lì, bella e pronta?
Ricerca Multimodale e Conversazionale
AI Mode permette di porre domande in modo naturale: con testo, voce o fotocamera. Si può scattare una foto, caricare un’immagine o parlare direttamente. L’AI riconosce oggetti, interpreta scene e genera suggerimenti coerenti. Un esempio? Fotografare la propria libreria e ricevere consigli di lettura personalizzati.
Le persone che hanno provato AI Mode scrivono domande due o tre volte più lunghe rispetto alla ricerca tradizionale. Invece di cercare risposte brevi e isolate, gli utenti dialogano con il motore di ricerca. Domande esplorative come “confronta i diversi metodi di preparazione del caffè in base al gusto e alla facilità d’uso” sono sempre più frequenti.
Cosa Significa per SEO e Marketing
Questa rivoluzione pone domande fondamentali per chi lavora nel marketing digitale e nella SEO. Se Google fornisce direttamente le risposte, il traffico organico verso i siti potrebbe crollare drasticamente. I contenuti vengono utilizzati come “carburante” per l’AI, ma i creatori vedono ridotta la loro visibilità.
Le strategie SEO tradizionali basate su parole chiave e ottimizzazione dei link potrebbero diventare obsolete. Diventa cruciale essere citati come fonte dall’AI, apparire in quella piccola colonna laterale, ed essere riconosciuti come contenuti di qualità dagli algoritmi di selezione di Google.
Un Futuro Senza Click?
AI Mode è disponibile gratuitamente nell’app Google in oltre 200 paesi e 36 lingue, incluso l’italiano. L’adozione sta crescendo rapidamente: oltre due miliardi di persone al mese utilizzano già le AI Overview, il predecessore di AI Mode.
La domanda che tutti nel settore digitale si pongono è: se la risposta la dà Google direttamente, chi visiterà ancora i nostri siti? La ricerca come la conoscevamo – quel viaggio attraverso link, confronti e scoperte – potrebbe essere davvero finita. E con essa, il modello di business di milioni di publisher e content creator che hanno costruito la loro presenza online sul traffico organico da Google.
Il futuro della ricerca è conversazionale, intelligente e sintetico. Ma è ancora tutto da scrivere cosa significhi per chi quel web l’ha costruito, un link alla volta.
