Vibe Coding: La Fine della Programmazione come la Conosciamo?
È la nuova frontiera dove la sintassi lascia il posto all’intenzione.
Immagina di non dover più scrivere ogni singola riga di codice, ma di dire semplicemente all’AI: “Voglio un sistema di prenotazioni con calendario e Stripe integrato”. E in pochi minuti… boom. È lì. Funzionante. Sembra magia, ma chi sta davvero guidando questa rivoluzione?
I tre giganti del momento:
Claude 3.5 Sonnet: Il “Brainiac”. Imbattibile quando l’architettura si fa complessa.
ChatGPT-4: Il coltellino svizzero. Perfetto per debugging rapido e spiegazioni “for dummies”.
GitHub Copilot: Il copilota silenzioso che ti legge nel pensiero mentre digiti.
È tutto oro quello che luccica?
✅ Sì, perché: Velocità 10x, accessibilità totale e prototipi pronti in un pomeriggio.
❌ No, perché: Il “debito tecnico” si accumula in silenzio, la sicurezza è spesso un’incognita e se qualcosa si rompe… buona fortuna a ripararlo senza basi tecniche.
Il nostro take: Il Vibe Coding non sostituisce lo sviluppatore senior, lo potenzia. È uno strumento incredibile per gli MVP, ma per i sistemi mission-critical serve ancora l’occhio umano di chi sa cosa succede sotto il cofano.La domanda vera non è “AI o Dev?”, ma “Chi saprà guidare meglio l’AI?”.Tu hai già provato a programmare “a vibes”? 👇
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